Lia Balzarini

Capo scout, insegnante, mamma e nonna di uno stuolo di nipotini. Nel 1980 aderisce con entusiasmo alla proposta della Scoutismo Adulto e fonda, assieme ad altri, la Comunità MASCI di Merano. Ci ha lasciato all’età di 90 anni dopo una vita vissuta pienamente. 
“C’è un simbolo a noi caro, caratterizzato da un cerchio con un piccolo puntino al centro. Nel linguaggio scout è l’ultima traccia lasciata da chi ci ha indicato il giusto cammino lungo un percorso tra i boschi. Un piccolo segno per avvisarci che “siamo tornati a casa”. Noi non ci siamo mai persi. Siamo riusciti a seguire le tracce di chi ci ha preceduto. Lia Balzarini ci ha accompagnato lungo questo sentiero, lasciandoci innumerevoli tracce che hanno testimoniato i valori importanti della vita. L’amicizia, il rispetto, la gratuità, il servizio agli altri, la fede nel Cristo risorto ed anche l’importanza di non prendersi troppo sul serio”. 

Dal suo ricettario leggiamo che per i “sapori della vita”…. occorrono:
2 occhi aperti, capaci di stupirsi delle meraviglie del Creato;
Orecchie attente, capaci di ascoltare al di la delle parole;
Un cuore aperto all’incontro con gli altri;
Non importa se ci si sporca le mani o fanno male i piedi, l’importante è condire con una generosa manciata di avventura;
Il tutto è pronto quando sentirai la fragranza che ne esce dall’aver rimesso in gioco ciò che gratuitamente hai ricevuto.

Lia Balzarini, la terza da sinistra in questa foto che ritrae la Squadriglia Rondini del 1948, è stata tra le prime Guide dell’A.G.I. a Merano.

 

Don Flavio Debertol

Don Flavio Debertol nato a Campitello di Fassa il 4 agosto 1940 e deceduto il 5 luglio 2024; ordinato sacerdote il 27 giugno 1965 a Bolzano, per quasi 60 anni è stato cooperatore nella Parrocchia S. Pio X ma anche sacerdote impegnato in un lavoro “laico” nel settore sanitario e nel sindacato. Molteplici inoltre i suoi incarichi diocesani: Assistente spirituale dell’Agesci dal 1997 al 2006,  dal 1998 Cappellano della Polizia di Stato, assistente delle ACLI, del MASCI, dell’UCID, delle FS per l’Alto Adige, dei Maestri del Lavoro e dal 2010 al 2018 responsabile diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro. Sentiva in sé una grande spinta per promuovere la pace, la giustizia, la solidarietà nel mondo e per questi valori ha sempre cercato di impegnarsi in prima persona a livello locale ma anche all’estero (India, Africa, Romania ecc…).
Una vita spesa per rendere la chiesa più “evangelica e in ascolto delle sfide attuali”

Molto concreto il suo servizio rivolto ai fratelli più bisognosi con la fondazione e il sostegno all’Arca della Solidarietà nella parrocchia di S. Pio X;

Nino Di Cugno

Persona dinamica e creativa È una persona capace di creare e costruire situazioni e occasioni. Ha viaggiato e progettato moltissimo, grazie alla sua curiosità verso il mondo e alla capacità di coglierne le opportunità, trasmettendo le sue esperienze con le parole, attraverso giochi, spettacoli teatrali, pennelli o l’obiettivo di una macchina fotografica. Tutto ciò deriva dalla sua attenzione verso gli altri, dal suo entusiasmo contagioso che sapeva coinvolgere in ogni situazione. Era una persona che sapeva creare, coinvolgere, attivare gli altri e trasmettere il messaggio che, uniti, si possono realizzare grandi cose. Ogni sua azione partiva dalla capacità di ascolto e osservazione, qualità che lo rendevano spontaneamente una guida per chi lo circondava.

Valori e visione di vita dello scoutismo Questi principi sono alla base di molte delle sue esperienze, sia nelle attività quotidiane che nel mondo scout, di cui è stato sempre un membro attivo, partendo da lupetto, passando come capo Branco e capo Clan, fino al Masci. Grazie alla sua esperienza e capacità comunicativa, gli è stato chiesto di scrivere articoli e riflessioni su una rivista scout, per condividere e valorizzare i valori e la forza dello scoutismo in cui credeva profondamente. Uno dei temi a lui più cari era il concetto di Viaggio e di Strada, e questo estratto ne rappresenta la sua filosofia di vita: LA STRADA SI “VIVE” CAMMINANDO* Fare strada significa vivere camminando: un’idea concreta per il presente e il futuro, un modo originale di vedere la vita come un lungo cammino ricco di scoperte e sorprese. Un percorso da affrontare senza troppi “bagagli” ideologici o sicurezze eccessive, ma pronti a cogliere le novità e le bellezze che incontreremo lungo il cammino. È un invito a incontrare e lasciarsi incontrare!

Emilio Boito

Uno dei fondatori della Comunità Masci di Bolzano. Persona di grande cultura, fornito di profonda preparazione teologica e sempre molto attento alla formazione, ha abbracciato il metodo scout come strumento per la formazione di persone responsabili sia giovani sia adulte.

Emilio, ci sono giornate fredde e vuote, dove la tua presenza manca tantissimo.... perché tu eri calore, eri condivisione, eri saggezza, eri punto di riferimento… eri quel libro che non serviva aprire ma che regalava risposta a tutto questo.....

Antonio Alessandrini

Antonio Alessandrini, nato a Trento nel 1904, fu il primo Commissario regionale scout dopo la Seconda Guerra Mondiale. Diplomato in ragioneria a Salisburgo, lavorò come impiegato presso la Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, dedicando il suo tempo libero all’educazione dei giovani attraverso il metodo scout, di cui era un convinto sostenitore.

Nel 1926, quando il fascismo sciolse arbitrariamente il movimento scout in Italia, Alessandrini nascose con cura l’archivio e la bandiera dello scoutismo per proteggerli. Dopo la guerra, nel 1945, si impegnò con entusiasmo nel riorganizzare il movimento in regione, collaborando con parroci e giovani, contribuendo alla crescita di numerosi gruppi scout nel Trentino-Alto Adige.

Fu anche attivo nel promuovere il Movimento Adulti Scout a Trento, gli Old Scout, contribuendo a creare una comunità di ex scout che nel 1982 contava 380 iscritti. Alessandrini si distinse per il suo amore per i ragazzi, la sua disponibilità e il suo esempio di fede cristiana e impegno civico. Dopo aver lasciato le responsabilità più grandi per limiti di età, continuò a sostenere e ispirare con il suo esempio di vita e fede, lasciando un’eredità di valori e dedizione che ancora oggi ispira i giovani e gli adulti scout.
Antonio ci ha lasciati nel 1978 dopo una vita dedicata al mondo scout.

Franca Bronzini

Franca Bronzini  (1929-2023)

Franca Bronzini, nata a Rovereto, fece la sua promessa con Angiola Lunelli e Alma Oss nel 1946,  durante una gita in Panarotta e fu con loro fondatrice dell’A.G.I. in una Trento appena uscita dalla seconda guerra mondiale nella quale portarono tutta la loro carica di entusiasmo mentre scoprivano e approfondivano il pensiero di Baden Powell. Tra i tanti bellissimi ricordi, rimane speciale un viaggio in val di Rheme in Piemonte nel 1948 per partecipare ad un campo scuola. Partite in due con un treno merci, quindi per un tratto su un autocarro, poi con un carro trainato da animali ed infine nell’ultimo tratto a piedi: “eravamo nere per la fuliggine del treno a carbone ma felici. Nel ricordo ci sentivamo anche molto fortunate per questa avventura”.

Nel 1949 iniziò il suo impegno come Capo Reparto e il 12 ottobre del 1952 succedette a Elsa Seiser come Commissaria Regionale, mantenendo l’incarico fino agli anni ’60.

Mel 2022, dopo essere già da tempo entrata nel M.A.S.C.I., a 93 anni, con la gioia che riusciva sempre a regalare anche agli altri, rinnovò la sua promessa scout dopo una breve veglia nella sua abitazione di Rovereto, davanti all’Assistente padre Gianni e alla sua comunità, il Trento 4, emozionata quanto lei.

Anche nella sua vita privata ha dato tanto. Dopo aver sposato il dott. Zecchini, anche lui scout, ha avuto due figli e due li ha adottati, insieme hanno lavorato tantissimo per l’Associazione “Raoul Follereau”, hanno supportato la comunità di Padre Gianni Tomasi, mai dimenticando il mondo scout e svolgendo per anni la sua professione di ostetrica. È diventata poi Presidente dell’Asilo Rosmini di Rovereto, di cui ha ordinato l’archivio, un lavoro impressionante, proprio in questi ultimi anni. Quando c’era bisogno di aiuto si rivolgevano sempre a lei, sicuri di non rimanere delusi.

Un grande esempio di coerenza, di fedeltà, di coraggio, di altruismo e di scautismo!

Narciso Lorenzi


Narciso, conosciuto da tutti come “Ciso” è nato a Plauen – Germania (Sassonia) il 08/04/1935.
Uomo buono e generoso estraneo ad ogni forma di protagonismo: Uno scout da additare come esempio alle future generazioni: chi lo ha conosciuto e amato ci è buon testimone. Per lo Scoutismo Regionale ha dato il meglio della sua vita, come nessun altro, a nostro parere con altruismo, semplicità e passione.  Siamo onorati di averlo conosciuto e di aver gustato la sua meravigliosa, onesta voglia di vivere.
E’ stato il primo Segretario Regionale dell’Agesci, cofondatore della Cooperativa “Il Bivacco” e primo vice presidente.
Responsabile Branca Esploratori dell’ Asci, Capo Riparto Trento 5 S.Pietro e del Trento 3 Duomo e pure del Carisolo 1.   
Ispiratore e maestro d’ascia in tutte le attività manuali: Malga Vigolo, Pralungo, Casa di S.Nicolò, “Bait del Vescovo” ed altri impegni con la Parrocchia del Duomo. Da ricordare la tenacia con cui, per anni, ha costruito da solo il Presepio in Cattedrale. 
Ci ha lasciati il 28/8/2017                                             

Don Fabio Fattor

Don Fabio Fattor è nato a Romeno (Trento) il 23/07/1920 ed è stato ordinato sacerdote nel 1944. E' entrato nello scautismo nel 1966 su invito del Reparto del Duomo di Trento.
Aveva 46 anni e non sapeva niente di scautismo ma ha avuto la fortuna di incontrare dei capi molto bravi, come Narciso Lorenzi. 
Nel 1972 è stato Assistente Provinciale ha partecipato alle molte discussioni dell'unione fra ASCI e AGI avvenuta nel 1974.  Nel 1973 ha conosciuto il roverismo dopo un incontro con Giancarlo Lombardi, allora responsabile nazionale. Don Fabio per molti anni ha promosso e fatto conoscere a moltissimi giovani il senso del roverismo. Una sintesi valida per tutte le età, rivolta ai tre periodi educativi dello scautismo: “Fare del nostro meglio per essere pronti a servire”.
Don Fabio è tornato alla casa del Padre nel 2007.

Angiola Lunelli

Angiola Lunelli (1928-2021) è stata una donna di notevole forza e impegno, caratterizzata da una grande disponibilità e da un'autorevolezza che non sfociava mai nell'autoritarismo. Era una persona solare, che accoglieva sempre con calore e generosità, come dimostra la sua abitudine di ospitare tutti i compagni del M.A.S.C.I. a Villa Maria di Povo e nel suo parco per la festa fine anno scout a giugno con la Messa, un momento conviviale e il bellissimo fuoco di bivacco.

Insieme a Franca Bronzini e Alma Oss fu tra le promotrici  dell’ AGI a Trento e fece la sua promessa con loro nel 1946.  la prima sede del gruppo fu proprio a casa sua.

Era conosciuta per la sua apertura all'ascolto e per la sua prontezza ad affrontare le nuove sfide sociali, sempre aperta alle novità.

Insegnante e poi preside a Milano, Angiola Lunelli tornò a Trento in pensione. In questa fase della sua vita, assunse l'importante incarico di Magister del Masci Trento IV, dal 2001al 2005, rimanendo sempre anche alla fine del suo mandato un importante punto di riferimento per l’intero gruppo. Propose il rinnovo della carta di comunità e, non appena fu possibile disporre dell’Oratorio di S. Maria, organizzò ogni anno una veglia di Natale aperta anche agli A.S. delle altre comunità e ai loro parenti.

 

Copyright © Free Joomla! 4 templates / Design by Galusso Themes